Supramontes.
I Supramontes costituiscono il cuore selvaggio della Sardegna , sconosciuti agli stessi sardi. Un territorio vastissimo, appartato, lontano dai centri e dalle arterie stradali. Chi lo varca per la prima volta ha l’impressione di essere di troppo, profondamente spaesato ma anche osservato: distese di montagne carbonatiche e boschi di querce e ginepri a perdita d’occhio, piccoli paesi (Oliena, Orgosolo, Urzulei, Baunei e Dorgali), posti a debita distanza. Il Supramonte con i suoi 450 km quadrati di territorio rappresenta una vastissima zona dove il silenzio e la dura vita pastorale sono passato e presente e parte integrante del futuro. Dei cinque supramonti che lo costituiscono solo alcune zone, le fonti di Su Gologone, la Grotta de su Bentu, la valle di Lanaittu, Tiscali, Gorroppu, Monte Novo San Giovanni, la Grotta del bue marino e del Fico, Pedra longa, la voragine del Golgo e alcune codule che terminano sul mare “Cala Luna, Sisine, Fuili, Ispuligi e Bacu Goloritze con il vertiginoso monolite dell’aguglia”, sono meta di un sempre più crescente numero di turisti-escursionisti e appassionati dello sport al “verticale”.
Sovana, Su Suercone, Costa Mammalùcas, Monte Oddeu, Iscoparju,

Flumineddu
Campu su Disterru, la valle alta del Flumineddu, Codula Orbisi, Costa Silana, e tutte le numerose gole presenti sono luoghi fortunati e silenti esclusi dai circuiti di massa, difficili da raggiungere, di grande fascino per il naturalista e l’amante delle attività outdoor.
I supramontes sono anche il regno del calcare, la roccia prevalente che ne caratterizza i pianori, i campi solcati, le profondissime gole, le doline, i vertiginosi inghiottitoi e le cavita’ che nell’insieme danno vita ad uno dei sistemi carsici più interessanti per gli speleologi europei. La flora del Supramonte e’ dominata in percentuale da leccete e ginepreti: molti dei quali plurisecolari. Nella parte alta del rio Flumineddu e’ possibile ammirare alcuni esemplari di tassi e gigantesche piante di corbezzolo. Ai piedi di questi verdi viaggiatori del tempo, si incontrano ampie brughiere di profumatissime fioriture di Peonia mascula nota come “Rosa e monte”. Tra la fauna, soprattutto nelle zone marginali rupicole e lontano dalle strade sterrate vivono indisturbate numerose colonie di mufloni, il cinghiale, il gatto selvatico e la volpe sarda. Ma il supramonte non cela solo un inestimabile e unico patrimonio naturale infatti e’ il museo ideale per nuraghi, antichi villaggi , menhirs, fino al non sotto valutabile interesse per l’architettura pastorale delle più recenti pinnette, “Cuiles”, vere opere d’arte, alcuni soltanto raggiungibili solo attraverso ardite e vertiginose scale di ginepro “scale fustes”, utilizzate per la transumanza e per il taglio del legname da carbone.
I sapori del Supramonte.
Culurgionis una sorta di ravioli con ripieno di formaggio fresco di capra, cipolla e patata, la minestra di merca, a base di formaggio fresco salato patate e acqua, pani carasau, sottili sfoglie croccanti, su pani frattau, pane carasau bagnato con il brodo caldo e condito col sugo di pomodoro, pecorino grattugiato e uovo in camicia, le carni caprine, ovine e suine, arrostite sotto la cenere, la carne di pecora bollita con patate, cipolla, sedano e pomodori secchi. Molto pregiati e di gran gusto tutti i formaggi, i pregiatissimi vini cannonau ed il famoso nepente prodotto da un endemico Cannonau di Oliena, su filu e ferru, una sorta di grappa nostrana, sa seadas, pasta sfoglia, formaggio fresco di capra e di pecora, scaglie di limone, il tutto fritto nell’olio d’oliva e poco prima di essere servita ricoperta di miele di corbezzolo.
Artigianato originale e di qualità.
Dorgali, situato ai piedi del supramonte, è rinomato per le sue ceramiche presenti nelle strade, i filati e i tappeti tipici, le filigrane, gli scialli e is tascheddas, una sorta di zainetto. Orgosolo, situato a ovest del comprensorio calcareo, è particolarmente conosciuto per i costumi e gli scialli, molto belli e particolari, usati soprattutto nelle giornate di festa, i murales, che tappezzano rocce e case. Oliena, molto belli i gioielli in filigrana e i scialli di seta. Urzulei, situata a sud del supramonte, è rinomato per la produzione dei cesti e dei panieri, vere opere d’arte, minuziosamente elaborate con utilizzando la pianta dell’asfodelo. Baunei il paese più a sud del Supramonte, prevale la lavorazione del legno e delle ceramiche.
Parco Nazionale del Gennargentu e Golfo di Orosei: i numeri sulla carta.
Con una superficie di circa 74000 ettari e 24 comuni potenzialmente interessati è senz’altro l’area montana più estesa dell’isola. A dominare il tutto il re del parco : Punta la Marmora con i suoi 1836 metri s.l.m.


